A Napoli “Maestre Montessori in Rwanda”

Nella storica sede del “Gruppi di volontariato vincenziano – AIC Italia – Campania” a via Andrea d’Isernia 11, Napoli accoglie la presentazione del libro “Maestre Montessori in Rwanda”, che espone i risultati del progetto “Diventare grandi in Rwanda” ricco di rigorose citazioni da “La scoperta del bambino” di Maria Montessori e di foto scattate nella scuola dell’infanzia “Amahoro” di Kigali.

La Società di San Vincenzo de Paoli è una associazione cattolica, ma laica, che opera in genere nelle parrocchie con lo scopo principale di aiutare le persone più sfortunate sia dal punto di vista materiale-finanziario che da quello morale-culturale. Non si occupa quindi solo di pagare bollette e fornire pacchi alimentari, ma cerca di capire le cause delle povertà e di combatterle, aiutando le persone a venirne fuori. Essa ha accettato di presentare questo libro, che parla dei risultati del metodo Montessori in una realtà di grande disagio psichico e sociale per i bambini come quella del Rwanda, perché è affine alla loro missione, contraddistinta da un forte impegno che promuova la giustizia, la fratellanza e la pace per una cittadinanza responsabile e da un impegno ad ascoltare e accogliere le domande dei meno abbienti, dando la possibilità di crescere e migliorare l’esistenza a chi non ha voce.

Il metodo Montessori, di cui si parla molto ma si sa in realtà ben poco, si rivolge a chi si prende cura dei piccoli e degli adolescenti affinché possano aiutarli a diventare adulti consapevoli costruendo da sé la propria psiche grazie agli stimoli che ricevono dall’ambiente che li circonda… E soprattutto perché i materiali di sviluppo, base essenziale del metodo, permettono a chi ne fa uso di sviluppare quella concentrazione profonda che è propria dell’artista e dello scienziato e che purtroppo la gran parte di noi perde crescendo.

Maestre Montessori in Rwanda a Napoli

Sua Maestà, lo Scarabocchio. Per una lettura non banale della traccia grafica

Dimenticate tutto: quello che gira nel web e in troppi manualetti. Dimenticate di attribuire alla freccia il significato di aggressività o di progettualità; di vedere nel cerchio la timidezza, o l’ambizione; di segnalare col significato di violenza uno scarabocchio nero…

Lo scarabocchio è cosa seria: è un vero lavoro, in cui il bambino si impegna – a partire circa dai 18 mesi – per il piacere di lasciare una traccia di sé da donare a chi lo guarda: inizia la relazione con l’altro ed è una comunicazione densa di significati.

Se si è genitori, questo che ho scritto è un piccolo libro da tenere vicino, sempre. Se si è insegnanti, è uno stimolo a riflettere per poi, magari, chiedere collaborazione. Se si è curiosi, è un mezzo non paludato che aiuta a capire quanto l’analisi attenta del segno-disegno possa contribuire alla conoscenza di sé e degli altri.

Da tanti anni studio il segno (scarabocchio, disegno o scrittura che sia) dal punto di vista grafologico – mai dimenticando la mia formazione umanistica e psicologica – che ci porta a comprendere il “messaggio” veicolato dallo scarabocchio. Usando la metafora del Ranocchio, che si fa Principe quando trova chi lo ama, faccio dello Scarabocchio la chiave per conoscere le emozioni profonde che ogni bambino – e poi ogni adolescente, ogni adulto – conserva nel profondo di sé.

Due i “comandamenti” qui specificati: mai l’analisi su una sola prova; sempre, la ricerca di una convergenza dei principali elementi grafici (tratto, spazio, movimento, dimensione, rapporti tra zone bianche e nere, forme, ritmo, armonia…). Comunque non sarà mai solo, il Principe Ranocchio: le relazioni e i confronti con la scrittura e con altri disegni del soggetto – bambino o adulto che sia – ne precisano l’immagine, come documentano le numerose schede secondo cui è strutturato il libro. Ma l’individuazione di tutti questi elementi non diventa uno schemino da manualetto: io ci arrivo attraverso le storie che vengono raccontate dal segno grafico e così lo Scarabocchio diventa … Sua Maestà, cui mi sottometto.

Anna Rita Guaitoli

“tenera mente – onlus”
vi invita alla presentazione del libro
Sua Maestà Lo Scarabocchio
Venerdì 25 ottobre alle 18.00 a ROMA
Sede ASUS, Viale Manzoni 24/C (Metro Manzoni)

Clicca qui per leggere la recensione di Isabella Zucchi, psicologa e grafologa

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Eritrea: la Storia negli occhi di un bambino

Chi desidera – per lavoro o  vocazione personale – conoscere i bambini, deve imperativamente leggere i romanzi di Dickens e non solo basarsi sul ricordo che ne ha avendoli letti da bambino/a nelle versioni abbreviate. Vanno letti per intero, anche se si tratta di settecento pagine o più in un unico volume (che io taglio a metà col coltello del pane, per poterli leggere senza slogarmi il polso).

Fedele alla lezione di Dickens, Wedi scrive un romanzo in italiano - il primo di un autore Eritreo sull’Eritrea, invitandoci ad amarla come lui la ama – raccontando decenni di fame, di miseria, di ideologia, di massacri e distruzione, senza mai abbandonare lo sguardo del bambino, protagonista col fratellino di una vita familiare e sociale del tutto sua, ma che potrebbe essere oggi di molti, in quei luoghi del planisfero in cui preferiamo non entrare con lo sguardo. E su cui spicca una figura di madre ancestrale, che ha dato la vita ai suoi piccoli e che cerca in tutti i modi di preservarla, anche allontanando da sé i due figli – che piccoli non sono più – per garantire loro un futuro.

A me piacciono le storie di bambini svantaggiati che ce l’hanno fatta e questo romanzo è una di queste. E’ una lettura che consiglio e che mi ha accompagnato, capitolo dopo capitolo, dentro la Storia e dentro me stessa.

Perciò vi invito a incontrarne l’autore nella presentazione che ne faremo alla libreria “Il Griot” sabato 28 settembre alle 18, godendo anche della lettura interattiva col pubblico condotta dalla drammaturga e linguista Flavia Gallo. Il prof. Furio Pesci, come padre di due figli maschi e docente universitario di storia della pedagogia ci sorprenderà con l’originalità  del suo sguardo. A questo link potete leggere in anteprima la recensione che ne ha fatto la neuropsichiatra infantile e dell’età evolutiva Prof. Marinella Canale.
Spero di vedervi!

Enrica Baldimother-eritrea_presentazione-libro

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