Festa del papà: Nazim Hikmet a suo figlio

Nella giornata di festa in onore del papà, vi offriamo questo stralcio della bellissima poesia del poeta turco Nazim Hikmet: Forse la mia ultima lettera a Mehmet (1955) con una straordinaria esortazione a vivere rivolta al figlio.

Nazim-Hikmet….

Non vivere su questa terra

come un inquilino

oppure in villeggiatura

nella natura

vivi in questo mondo

come se fosse la casa di tuo padre

credi al grano al mare alla terra

ma soprattutto all’uomo.

Ama la nuvola la macchina il libro

ma innanzitutto ama l’uomo.

Senti la tristezza

del ramo che si secca

del pianeta che si spegne

dell’animale infermo

ma innanzitutto la tristezza dell’uomo.

Che tutti i beni terrestri

ti diano gioia

che l’ombra e il chiaro

ti diano gioia

ma che soprattutto l’uomo

ti dia gioia.

….

Vedi anche:

Festa del papà: Giorgio Caproni a suo figlio

Ada Negri: una donna che ama e lotta

Ada_NegriIo non ho nome / Io son la figlia dell’umida stamberga”.

In effetti, Ada nasce nel 1870 in una umile portineria di Lodi dove la donna-nonna e la donna-madre conducevano vite difficili, da sole.

Divenuta maestra, dopo un breve tirocinio a Codogno, fu la “maestrina” in un piccolo paese alle porte di Milano, Motta Visconti. Qui, con i suoi 120 scolari sporchi e pieni di pidocchi fu felice, partecipando, come solo lei sapeva fare, alle sofferenze di quel proletariato (così allora si diceva) che pure era suo, e di cui divenne voce: “O grasso mondo di borghesi astuti…”.

Era ancora la “maestrina” quando le prime poesie venivano pubblicate e il Corriere della Sera mandava giornalisti in quel paesino per intervistarla. Il suo libro “Fatalità” del 1892 venne condannato dalla Chiesa ufficiale, ma trionfò tra la gente che viveva quei sentimenti forti di giustizia e eguaglianza. Ironia della sorte, Ada si innamorò di un industriale da cui ebbe Bianca, e Vittoria che visse poche settimane. Per non tradire le sue idee lasciò il marito, le comodità, l’Italia. Che donna.

Intanto diventava famosa: oltre alle due candidature per il Nobel, nel 1931 otterrà il Premio Mussolini (all’uomo socialista si era sentita vicina) e nel 1940 – prima e unica donna – riceverà il titolo di Accademica d’Italia. La critica, però, non le fu favorevole, e se ne sentì ferita.

Fu, felicemente, nonna. Dalle cartoline inviate ai due nipotini, scegliamo questa in cui possiamo ammirare la sua grafia dalla presenza forte rappresentata dal calibro importante e dal tratto nutrito e fermo: se in altri documenti la sua scrittura risulta serrata e più angolosa a descrivere la forza e la tenacia con cui affrontava la vita, qui, da nonna, la distanza tra lettere si allarga, la forma si ammorbidisce nelle belle curve in rilievo: ora, importante, è accogliere. E tutti abbracciare.

Anna Rita Guaitoli

Ada nonna

Ettina danza con le api – sesto racconto

Oltre a donarci i colori dei fiori e a dipingere il pianeta, oggi le api ci salvano anche dall’inquinamento alimentare col packaging in cui c’è la loro cera… Ma chi protegge le api dall’inquinamento dai pesticidi? Leggete questo nuovo episodio dell’Epopea dei Coniglietti che, già solidali coi ricci, trovano un modo per salvare uno sciame sperduto.

Buona lettura a grandi e piccini!

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Vedi anche:

Uccio e Ettina hanno un’amica speciale – quinto racconto

Tino non ha più la tosse – quarto racconto

Uccio Conigliuccio arriva la sorellina – terzo racconto

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