Presentiamo libri per conoscere i nostri bambini

Con MOTHER ERITREA “tenera mente – onlus” ha iniziato una nuova attività: quella di presentare libri di autori che ci consentano di conoscere meglio i nostri bambini.

Noi tutti cerchiamo di fare del nostro meglio per loro… i nostri e anche quelli degli altri… ma siamo sicuri di conoscerli? Di sapere quello che sentono, pensano e vogliono o non, piuttosto, malgrado tutta la nostra buona volontà e i più accorati sforzi, accade che cerchiamo sempre di riprodurre noi in loro?

Difficile chiedere a un bambino: Cosa senti? Che pensi? Cosa desideri? Perché non ha le parole per dirlo. E la nostra dimestichezza con il linguaggio e la logica ci farà sempre arrivare per primi: metteremo così loro in bocca risposte precostituite dalla nostra mente.

Per questo è importante leggere libri che ci facciano entrare in quell’universo di bisogni, di giochi, di speranze, aspettative e sentimenti che è il mondo infantile; e MOTHER ERITREA è uno di quelli.

Certo, la latitudine è diversa; ed è diverso il contesto storico. La loro miseria è diversa dal nostro reddito ed è diversa la loro fame dalla nostra sazietà perpetua.

Ma la fecondità dei giochi, l’astuzia nel soddisfare i bisogni, il modo in cui l’immaginazione coltiva i sogni… Tutto questo non è molto diverso…

E identico è il bisogno d’amore.

WEDI - Libro "Mother Eritrea"

A Napoli “Maestre Montessori in Rwanda”

Nella storica sede del “Gruppi di volontariato vincenziano – AIC Italia – Campania” a via Andrea d’Isernia 11, Napoli accoglie la presentazione del libro “Maestre Montessori in Rwanda”, che espone i risultati del progetto “Diventare grandi in Rwanda” ricco di rigorose citazioni da “La scoperta del bambino” di Maria Montessori e di foto scattate nella scuola dell’infanzia “Amahoro” di Kigali.

La Società di San Vincenzo de Paoli è una associazione cattolica, ma laica, che opera in genere nelle parrocchie con lo scopo principale di aiutare le persone più sfortunate sia dal punto di vista materiale-finanziario che da quello morale-culturale. Non si occupa quindi solo di pagare bollette e fornire pacchi alimentari, ma cerca di capire le cause delle povertà e di combatterle, aiutando le persone a venirne fuori. Essa ha accettato di presentare questo libro, che parla dei risultati del metodo Montessori in una realtà di grande disagio psichico e sociale per i bambini come quella del Rwanda, perché è affine alla loro missione, contraddistinta da un forte impegno che promuova la giustizia, la fratellanza e la pace per una cittadinanza responsabile e da un impegno ad ascoltare e accogliere le domande dei meno abbienti, dando la possibilità di crescere e migliorare l’esistenza a chi non ha voce.

Il metodo Montessori, di cui si parla molto ma si sa in realtà ben poco, si rivolge a chi si prende cura dei piccoli e degli adolescenti affinché possano aiutarli a diventare adulti consapevoli costruendo da sé la propria psiche grazie agli stimoli che ricevono dall’ambiente che li circonda… E soprattutto perché i materiali di sviluppo, base essenziale del metodo, permettono a chi ne fa uso di sviluppare quella concentrazione profonda che è propria dell’artista e dello scienziato e che purtroppo la gran parte di noi perde crescendo.

Maestre Montessori in Rwanda a Napoli

Sua Maestà, lo Scarabocchio. Per una lettura non banale della traccia grafica

Dimenticate tutto: quello che gira nel web e in troppi manualetti. Dimenticate di attribuire alla freccia il significato di aggressività o di progettualità; di vedere nel cerchio la timidezza, o l’ambizione; di segnalare col significato di violenza uno scarabocchio nero…

Lo scarabocchio è cosa seria: è un vero lavoro, in cui il bambino si impegna – a partire circa dai 18 mesi – per il piacere di lasciare una traccia di sé da donare a chi lo guarda: inizia la relazione con l’altro ed è una comunicazione densa di significati.

Se si è genitori, questo che ho scritto è un piccolo libro da tenere vicino, sempre. Se si è insegnanti, è uno stimolo a riflettere per poi, magari, chiedere collaborazione. Se si è curiosi, è un mezzo non paludato che aiuta a capire quanto l’analisi attenta del segno-disegno possa contribuire alla conoscenza di sé e degli altri.

Da tanti anni studio il segno (scarabocchio, disegno o scrittura che sia) dal punto di vista grafologico – mai dimenticando la mia formazione umanistica e psicologica – che ci porta a comprendere il “messaggio” veicolato dallo scarabocchio. Usando la metafora del Ranocchio, che si fa Principe quando trova chi lo ama, faccio dello Scarabocchio la chiave per conoscere le emozioni profonde che ogni bambino – e poi ogni adolescente, ogni adulto – conserva nel profondo di sé.

Due i “comandamenti” qui specificati: mai l’analisi su una sola prova; sempre, la ricerca di una convergenza dei principali elementi grafici (tratto, spazio, movimento, dimensione, rapporti tra zone bianche e nere, forme, ritmo, armonia…). Comunque non sarà mai solo, il Principe Ranocchio: le relazioni e i confronti con la scrittura e con altri disegni del soggetto – bambino o adulto che sia – ne precisano l’immagine, come documentano le numerose schede secondo cui è strutturato il libro. Ma l’individuazione di tutti questi elementi non diventa uno schemino da manualetto: io ci arrivo attraverso le storie che vengono raccontate dal segno grafico e così lo Scarabocchio diventa … Sua Maestà, cui mi sottometto.

Anna Rita Guaitoli

“tenera mente – onlus”
vi invita alla presentazione del libro
Sua Maestà Lo Scarabocchio
Venerdì 25 ottobre alle 18.00 a ROMA
Sede ASUS, Viale Manzoni 24/C (Metro Manzoni)

Clicca qui per leggere la recensione di Isabella Zucchi, psicologa e grafologa

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