A Kigali i bambini fanno la pace: la formazione Montessori continua

Il 6 agosto 2018 inizierà in Ruanda il secondo modulo del progetto “A Kigali i bambini fanno la pace”, condotto da“tenera mente – onlus”.

Dal 2017 “tenera mente – onlus”  nella persona della sua Presidente Enrica Baldi, conduce una formazione Montessori nella scuola dell’infanzia “Amahoro”, a Kigali, in Rwanda, gestita dalla onlus italiana “Progetto Rwanda”. Vi preghiamo di notare questo piccolo capolavoro: la bambina a destra ha collocato 11 mollette da bucato in piedi, disposte in base al colore, mentre di fronte a lei un’altra bambina sta lavorando a un incastro piano tematico. Altri bambini stanno lavorando con gli incastri solidi, i lego e alcune fiches.

Significa che il tavolo non trema, malgrado le innumerevoli attività che vi si svolgono sopra e questo a sua volta indica come i bambini controllino i loro movimenti nella concentrazione. Questa è l’autodisciplina, uno degli obbiettivi più ambiti di chi pratica il metodo Montessori. Un obiettivo in genere molto difficile da raggiungere.

Montessori in Rwanda

E qui, nella foto seguente, le mollette in piedi sono ugualmente 11, ma tutte bianche; la bambina ha continuato a lavorare in piena concentrazione attuando una diversa discriminazione per colore. Ed è stata la stabilità del tavolino che le ha permesso di evolvere la sua attività. Ma la cosa più importante è che questa bambina nell’ estate 2017 era una delle più agitate, tanto che era impossibile attirare la sua attenzione per mostrarle i particolari di un’attività e farle vedere “come si fa”. Fuggiva dappertutto…

Sono risultati altissimi, ottenuti dopo sole tre settimane di formazione Montessori. Questo indica anche che le maestre hanno capito che perfino un materiale così banale come le mollette da bucato ha utilizzazioni che possono essere sviluppate, così come le capacità che esse implicano: prensione delle tre dita, attenzione, discriminazione visiva del colore, controllo del movimento…

Montessori in Rwanda

Infine, sempre ad “Amahoro”, il bagnetto della bambola  – attività presente anche in Italia in ogni “Casa dei bambini” Montessori – si è arricchito nel tempo di cure sempre più particolari… Questa bambina addirittura allatta la bambola, sempre meglio adattando le reciproche posizioni per avvicinarla al seno!

Montessori in RwandaMontessori in RwandaMontessori in RwandaMontessori in Rwanda

Nell’agosto 2017 fu un maschietto il primo a effettuare per suo conto e per proprio bisogno interiore il bagno della bambola: solo, nella sala Montessori, mentre tutti gli altri erano fuori a giocare, introduceva personali cure: bacini sulla fronte mentre l’asciugava, piccoli saltelli sulle ginocchia per distrarla (immaginava che piangesse, probabilmente), per poi legarsela sulla schiena con l’asciugamano e camminare su e giù per la stanza a passo ritmato per cullarla. Nessuna maestra aveva dato questa indicazione. Era stata una sua creazione.

Adesso questa bimba (nessun adulto le ha suggerito questo ulteriore sviluppo) mostra come ad “Amahoro” i bambini elaborano spontaneamente il senso della maternità. Montessori affermava che l’istinto materno è la principale protezione che la Natura ha predisposto per la difesa del genere umano e che bisogna studiarla per riceve indicazioni sulle cure da portare a bambini in tenerissima età. Oggi, in più, possiamo dire che bisogna difenderlo, quando non resuscitarlo, perché la crescente tecnicizzazione e medicalizzazione delle cure post-natali rischia di menomarlo.

Non possiamo qui non ricordare il giovane poeta del “Tibetan Children’s Village” cui molti anni fa venne chiesto in un’intervista: Se tu in questo momento fossi davanti a un pubblico di ragazzi cinesi, quale delle tue poesie leggeresti? Non ebbe incertezze: Quella che ho scritto per mia madre, perché anche loro hanno una madre…

Io credo che promuovere il senso della maternità a scuola, tra i bambini, sia un risultato strabiliante, cui non avevo nemmeno immaginato di poter ambire. E l’amore materno traccia una strada in più verso la pace.

Vedi anche:

Formazione Montessori a Kigali, in Rwanda

Concluso il corso di formazione Montessori a Kigali, in Rwanda

Tre settimane di formazione Montessori in Rwanda

L’alfabeto e l’anima armena: presentazione del libro

Vi presentiamo la scaletta degli interventi durante la presentazione del libro “L’enigma dell’alfabeto armeno tra visione e realtà”:

  1. Come inizio verrà proiettato il documentario di TV2000 sul genocidio armeno e le lettere di nonno Akop Ephrikian e nonna Laura Zasso.
  2. Aprirà la presentazione vera e propria Enrica Baldi, che racconterà com’è nata l’idea del Seminario sull’alfabeto armeno, di cui questo libro è la trascrizione fedele.
  3. Rita Pabis leggerà poi il documento “Riflessioni sul genocidio armeno”, scritto in concomitanza con la Commemorazione del Centenario.
  4. Alfredo Ancora parlerà quindi del dialogo silenzioso tra due diverse identità etnico-culturali nel medesimo individuo, argomento cui il suo saggio è dedicato.
  5. Seta Martayan, insegnante di lingua armena nella diaspora, traccerà la storia dell’alfabeto armeno e del suo impegno nell’insegnarlo.
  6. Laura Ephrikian e Anna Rita Guaitoli racconteranno la storia dell’amore tra nonno Akop e nonna Laura, con l’ausilio delle lettere che si sono scambiati, sia proiettate in jpg sia in “carne e ossa” nelle mani di Laura.
  7. A chiusura, Laura Ephrikian leggerà il paragrafo “Le sindromi della pace”, tratto dal saggio “Lettura grafologica dell’alfabeto armeno” di Enrica Baldi, che mostra come la “vocazione alla pace” che caratterizza il popolo armeno dal 301 D.C. a oggi è frutto di un  profondo impegno etico ed emotivo, esercitato per quasi due millenni.

Vi aspettiamo!

In anteprima ti invitiamo a leggere “Le sindromi della pace”

Tratto da: “Lettura grafologica dell’alfabeto armeno”, di Enrica Baldi, in L’enigma dell’alfabeto armeno tra visione e realtà. Aracne edizioni Roma 2017.

 

Vedi anche:

L’enigma dell’alfabeto armeno tra visione e realtà

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Vedi anche:

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