San Valentino: Tenzin Norbu e Tsundue Tsomo

Il 12 febbraio a Dehradun, in India, si è sposato Tenzin Norbu, che incontrai bambino al TCV (Tibetan Children’s Village) di Dharamsala. Aveva allora otto anni ed era uno dei “bambini cattivi” del Villaggio, il secondo in ordine di demerito; e nessuno avrebbe scommesso sulla sua riuscita. E’ invece diventato un giovane uomo versatile, responsabile della sua vita e della famiglia che inizia a costruire; voleva diventare un soldato e un calciatore e ha realizzato entrambi i suoi sogni.

Oggi, giorno di San Valentino nel nostro calendario e vigilia di Capodanno in quello tibetano, gli inviamo tutti i nostri migliori auspici.

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Tanti auguri a te, Tenzin Norbu, e alla tua sposa Tsundue Tsomo!

 

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Buon Natale con Nicholas Winton

tenera mente – onlus” t’invita a leggere la commovente vicenda di Sir Nicholas Winton e dei bambini che riuscì a salvare dalla persecuzione nazista. Alla sua figura, così semplice e così eroica, desideriamo ispirarci nel rivolgere a voi tutti i nostri migliori auguri di Buon Natale.

Non aveva ancora trent’anni Nicholas George Winton quando, nel 1938, prese una decisione ardua e coraggiosa. Portare in salvo nel Regno Unito quanti più bambini possibile, sottraendoli alla persecuzione che Hitler e il regime nazista stavano mettendo in atto in Cecoslovacchia contro la popolazione ebraica. Riuscì a salvarne 669, organizzando viaggi in treno verso il Regno Unito e trovando anche famiglie desiderose di ospitarli. L’ultimo treno purtroppo non riuscì a partire perché Hitler invase la Cecoslovacchia e chiuse le frontiere.

La sua azione rimase sconosciuta finché, nel 1988, la moglie non trovò in soffitta una cartella in cui, con cura meticolosa, la scrittura del marito anni addietro aveva annotato nomi, cognomi e destinazione dei bambini salvati. Consegnò tutto a un giornalista che, presane visione, ideò uno stratagemma e invitò Winton a una trasmissione della BBC, senza fornire ulteriori particolari. La sala era piena di altri invitati, ma Wilton ignorava che erano quegli stessi bambini diventati adulti che, al momento convenuto, si alzarono tutti per rendergli omaggio.

Wilton aveva già ottant’anni. Ma vent’anni dopo, nel 2009, un treno lasciò la stazione di Praga con a bordo più di venti di quei ex bambini, accompagnati da figli e nipoti, seguendo lo stesso percorso dei treni del 1938. Winton, ormai centenario, li aspettava alla stazione di Liverpool.

L’anno successivo Winton fu nominato dal governo “Eroe britannico dell’Olocausto” ed è morto serenamente il 1° luglio 2015, all’età di 106 anni.

tenera mente – onlus” aderisce all’invito di tenere viva la sua memoria.

Tre settimane di formazione Montessori in Rwanda

A Kigali, nell’agosto 2017, “tenera mente  onlus” ha tenuto il secondo incontro di formazione per le maestre della scuola dell’infanzia “Amahoro” (Pace), gestita dalla onlus italiana “Progetto Rwanda”, ospiti anche alcune maestre della scuola “Apacope” (Associazione di genitori per la promozione dell’educazione), che hanno poi condiviso con le altre insegnanti quanto appreso durante la formazione condotta dalla dott.ssa Enrica Baldi, educatrice e formatrice Montessori, presidente di “tenera mente – onlus”.

La scuola “Amahoro” è nata nel 2013 e accoglie 45 bambine e bambini dai tre ai sei anni, inviati dai servizi sociali perché appartenenti a famiglie in particolare difficoltà socio-economica ed è ospitata nella Casa della Pace e della Riconciliazione, anch’essa gestita da “Progetto Rwanda”.

La formazione

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Nella prima settimana di formazione, per approfondirne il significato ed estenderne l’uso, sono stati ripresi i materiali sensoriali presentati l’anno precedente: oltre agli incastri di ferro, anche gli incastri solidi e i cilindretti colorati (vedi http://www.tenera-mente-onlus.org/formazione-montessori-a-kigali-in-rwanda/) prodotti in loco dalla pedagogista-artigiana come primo atto per la costituzione di un laboratorio di donne artigiane per la produzione di materiali Montessori.

Tra le nuove attività sono state poi introdotte quelle di tagliare la carta, preparando strisce di cartoncino di diverso colore per diversi tipi di taglio: diagonale, retto-parallelo, curvo, a zig zag… e incollare i ritagli, producendo collages in cui le maestre hanno dato prova di fantasia e di grande senso estetico.

E’ stata ripresa anche la composizione di parole attraverso le lettere dell’alfabetario mobile e le tre serie – muta e parlata – di animali selvaggi, ortaggi e mezzi di trasporto su terra.

Della matematica è stato ripreso il primo abbinamento simbolo-quantità tramite la disposizione sul tappeto di 55 tappi a corona, collocati in doppia colonna sotto ciascuna cifra da 1 a 10, evidenziando la differenza tra numeri pari e numeri dispari. Sono state presentate anche le mollette da bucato con i numeri scritti nella parte superiore e le quantità segnate in quella inferiore.

La formazione si è svolta con una grande concentrazione da parte delle maestre, che hanno sempre manifestato una ferma volontà di apprendere nuove pratiche didattiche. In questo contesto è stata dedicata grande attenzione all’analisi dei movimenti: mostrare ogni attività con movimenti lenti ed essenziali che il bambino può “leggere” e quindi imitare.

Disegno e altre attività individuali insieme

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Dopo la prima settimana, il 12 agosto sono tornati in classe tutti i 45 piccoli ospiti. Durante la prima settimana di formazione la Sala Montessori era stata riadattata secondo un uso più economico e funzionale dello spazio, ma i bambini sembravano non accorgersene, tanto la nuova disposizione degli arredi era più rispondente ai loro bisogni. La sfida con l’esiguità dello spazio era grande, ma è stata vinta e bambine e bambini hanno lavorato in piena concordia, scambiandosi vicendevolmente i materiali invece di strapparseli bruscamente (con relative lacrime), come accadeva prima.

E il secondo giorno tanta è stata l’adesione al nuovo assetto dell’ambiente, che tutte le bambine e tutti i bambini – dopo aver scelto ciascuno la propria attività – hanno cominciato a lavorare in piena concentrazione e allegria. Si sentivano solo leggeri bisbigli. Le maestre hanno potuto allora rimanere sedute, in silenzio, se non per rispondere a eventuali domande di bambini che cercassero il loro aiuto. Ma nessuno ha chiesto nulla e le maestre sono rimaste immobili e senza parole, mentre la classe andava avanti così per più di un’ora, fino alla pausa per la merenda.

Al ritorno in classe i bambini stessi hanno distribuito le matitine che avevamo raccolto in Italia durante tutto l’anno e, sistemati i fogli bianchi sui tavoli (la cosa più difficile è far capire alle maestre che tutto quello che si fa in classe lo possono fare i bambini stessi!), sono stati invitati a disegnare quello che volevano; indicazione che già aveva trovato impreparate le stesse maestre, non abituate al disegno libero. A seconda dell’età i bambini hanno reagito in modo diverso. Alcuni tra i più piccoli non hanno disegnato affatto; tra i più grandi invece bambini festanti, girando per la classe, innalzavano con orgoglio il loro disegno, prima di iniziarne subito un altro.

Il terzo giorno sono stati distribuiti quarantacinque astuccini di colori; in questo modo i bambini sono stati messi in grado di disegnare liberamente sia a colori sia in bianco e nero. Questo è importante per la lettura dei disegni che nell’arco dell’anno verrà svolta dalle esperte del Comitato Scientifico di “tenera mente onlus”: la prof.ssa Marinella Canale, neuropsichiatra dell’età evolutiva e neurologa; la dott.ssa Anna Rita Guaitoli, psicologa e grafologa; la dott.ssa Anita Baruchello, psicologa e logopedista.

La gioia e l’impegno sono stati ancora maggiori e bambini che non avevano mai tracciato un tratto di matita sul foglio, hanno cominciato a tracciare griffonages multicolori. Alcuni erano così consapevoli che qualcosa di nuovo stava avvenendo in loro, che disegnavano chini sul foglio, circondandolo col braccio, a nascondere il loro disegno da sguardi indiscreti. 

Il bagno della bambola

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Ogni genitore, ogni nonno o nonna lo sa: se una bambina, un bambino, sono agitati, basta metterli a giocare con l’acqua… Così, le prime attività inserite nell’ambiente sono stati i lavaggi: lavarsi le mani, i denti, lavare le spugne e gli stracci (quanta forza in quelle manine!), lavare i piatti, il pavimento… Infine, il bagno della bambola…

Inserire questa attività nella Sala Montessori è stato un vero e proprio contributo “umanistico” che annullava ogni differenza di genere. Era infatti eseguita indifferentemente da bambini e bambine, con la medesima identica tenerezza che si riserva ai neonati.

Altre pulizie

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Ugualmente comuni a bambine e bambini sono state anche le altre attività di pulizia che si riferivano al momento sociale per eccellenza: il convivio del pranzo. Sparecchiare, spazzare per terra, raccogliere le briciole con spazzoletta e vassoio, lavare i tavoli con la spugnetta e asciugarli subito dopo… erano attività ugualmente eseguite da bambini e bambine con lo stesso, identico zelo.

Il linguaggio e la matematica

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I sacchetti del senso stereognostico hanno permesso l’introduzione del bilinguismo: di ogni oggetto riconosciuto al tatto e poi estratto dal sacchetto, si diceva il nome prima in kinyarwanda e poi in inglese, mentre nell’altra stanza alcuni bambini collocavano sul tappeto le immagini e i relativi bigliettini – scritti in entrambe le lingue – della serie “muta” e “parlata” degli animali della foresta. All’aperto erano invece in corso altre attività relative al linguaggio: la composizione di parole con l’alfabetario mobile nella lingua madre e in inglese, e la costituzione del “treno di parole”, ugualmente nelle due lingue. Alcuni bambini all’interno della sala Montessori indugiavano sul tappeto della matematica, intenti a contare da 1 a 10 in tutti i modi possibili.

Poi il gruppo si è ricomposto nella sala, prima ascoltando il racconto del pulcino che da grande scoprì di avere molti fratelli, poi imparando le parole di un canto molto popolare in Rwanda, “La ninna nanna di mamma e papà”, con cui ci siamo salutati prima del modulo che sarà tenuto nel febbraio 2018, quando quel canto diventerà una danza.

Ringraziamo quanti a vario titolo hanno contribuito al progetto non solo con donazioni, ma anche offrendo doni di varia natura ai bambini, che hanno confidato a una maestra, affinché lo traducesse: «Dì alla signora di portarci ancora tante cose, perché ci piacciono molto».

Elenco attività presenti nella scuola “Amahoro”

Accordo di Collaborazione tra Progetto Rwanda e “tenera mente – onlus”

Vedi anche:

Formazione Montessori a Kigali, in Rwanda

Concluso il corso di formazione Montessori a Kigali, in Rwanda

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