L’orto di Marinella – Dialoghi curiosi: Antonio e la Patata

Antonio: So chi sei! Ti mangio sempre fritta o arrosto, schiacciata, oppure come un purè o solo lessata a completare una ricca insalata.

Patata: Di certo sono famosa e per questo sono ambiziosa ma, se vuoi conoscermi come si deve, seguimi nei miei affanni di una vita lunga e avventurosa… non sono certo una che si riposa! Col pomodoro vengo infatti da molto lontano, dall’America per mare, anche se oggi si vola in aeroplano, e mi rifugio sottoterra, dove cresco nella frescura, fino a che grassa e panciuta mi tirano fuori e mi vendono su una bancarella.

Patata-TM

Antonio: Sono dunque le tue radici quelle che oggi mi dici?

Patata: Sono un tubero – radice, almeno così mi si dice – non una verdura, anche se anch’io cresco nell’orto. Ma invece di crescere al sole cresco dentro la terra, in quel vestitino che mi aderisce come una pelle e che mi devi togliere per potermi mangiare, cioè mi devi pelare! Noi siamo tante e sempre in compagnia, riempiamo cassette di vario peso e ci portano al mercato. Nei piatti, poi, rendiamo felici grandi e piccolini, parenti e amici, siamo gustose, sempre desiderate e molto, molto amate. Eccoci qua, siamo patate, da tutti onorate: grosse, paffute, bitorzolute… non importa l’aspetto, siamo sempre le predilette! Facciamo ricche le tavolate e prepariamo le scorpacciate sia dei grandi che dei piccini, che ci assaggiano a pezzettini quando siamo fritte, gustose e croccanti. Tu, per mano alla mamma, al supermercato ci troverai; in sacchetti trasparenti o dentro retine ci noterai e poi a casa ci gusterai e sarà quello un cibo da manna! Se però resistere non potrai, chiedi alla mamma se gentilmente ti passa un pacchetto, uno di quelli in cui ci manteniamo belle scrocchiarelle e non invecchiamo mai!

Bambino-Patate-TMAntonio: Posso mangiarti quanto e come voglio?

Patata: Certo, ma ricordati… io sono un tubero, non una verdura e come il riso e la pasta sono povera di vitamine, importanti per tutti, ma soprattutto per i più piccini… Mangiami quindi insieme alla carota, alla zucchina e… al mio compagno di avventure di cui già ti ho parlato, il pomodoro!

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Rubrica: L’orto di Marinella – Suggerimenti per fare apprezzare gli ortaggi ai bambini

L’orto di Marinella – Dialoghi curiosi: Aurora e il Pomodoro

Epifania 6 gennaio 1907

Gentile da Fabriano Adorazione dei Magi
I Magi portarono doni al Bambinello
per i bimbi a San Lorenzo Montessori
iniziò un progetto molto bello:
una Casa ad arte preparata
dove capire insieme tante cose
allegre, varie e misteriose
E nel giorno dedicato alla Befana
Maria quella Casa inaugurò: unica
era allora, ma adesso sono tante
sulle terre del pianeta
E “tenera mente” le saluta
come culle in cui sorrisero
la nuova Donna e  l’Uomo nuovo.

san lorenzo innaugurazione

L’orto di Marinella – Dialoghi curiosi: Aurora e il Pomodoro

Aurora: Buongiorno! Tu chi sei?

Pomodoro: Sono il pomodoro sugoso, allegro e rosso che più rosso non si può e a volte posso sembrare un palloncino. Non sono italiano e vengo dall’America lontana, sono un viaggiatore internazionale e ho viaggiato tanto per mare insieme alla patata!

Pomodori

Aurora: Dentro al cuore cosa c’hai?

Pomodoro: La mia polpa è rossa come la buccia e dentro ho tanti semini gialli che diventeranno prima piantine poi tanti pomodorini, i miei figliolini. Se mi premi esce un succo rosso e se mi passi… sarò la tua passata!

Aurora: Ma con tutto quel rosso poi che si fa?

Pomodoro: Si fa il sugo, si fa la pizza, si fa la bruschetta, si fa la pappa con il pomodoro, proprio quella di Gian Burrasca. Canta con me: Viva la pa, pa, pappa / col po, po, po, po, po, po, pomodoro…. Viva la pa, pappa pa, ppa/ Col po, po, pomodor!

Bambina-Pomodori

Aurora: E il rosso mangiato, così colorato, che fine fa?

Pomodoro: Il rosso scende nel cuore e lo riempie d’amore, poi se ne va lungo le arterie fino alle mani, fino ai piedini, fino agli occhietti birichini, cui regala guizzi in più oltre a quelli che hai già tu e dalle vene risale per colorarti le guance ancora di più. E se ti senti stanca e anche un po’ triste, un bel piatto di spaghetti al pomodoro ti tirerà su! Se ci aggiungi un’oliva, ancora di più!

Aurora: Ma freschi, quando vi posso mangiare?

Pomodoro: Poiché il freddo ci fa male, noi d’inverno​ ci nascondiamo per rinascere d’estate, sennò tondi come siamo​ ci​ potresti anche mettere su un ramo dell’albero a Natale!

Aurora: Ma se poi voi pomodori nessuno vi viene a mangiare?

Pomodoro: Allora nel trespolo dell’orto noi diamo anche conforto, perché le foglie più verdi e succose, che non bisogna mangiare perché troppo amare, sono il rimedio per le zanzare e seppure appaiono un po’ boriose, danno un profumo di fresco e pulito che proprio a tutti ricorda l’antica filastrocca che cantiamo ai bambini:

Nell’orto dai bimbi curato
ogni giorno vangato e innaffiato
noi pomodori felici aspettiamo:
con ortaggi raccolti dalle loro manine
si fanno spuntini e merendine
e dentro ai panini ripieni e imbottiti
tra i cibi farciti il pomodoro
col suo rosso la fa da padrone
e addolcisce il solleone
nascendo e maturando per tutta l’estate
come palloncini ben allineati tra verze e patate.

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