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	<title>tenera mente - onlus &#187; Nobel</title>
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		<title>Il diritto dei bambini al Nobel</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 16:54:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Malala Yousafzai]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo premio Nobel per la Pace venne assegnato, senza troppe cerimonie, nel 1901, dopo un incontro del Parlamento norvegese durato pochi minuti. I premiati, Jean Henry Dunant e Frederic Passy non erano presenti, niente discorsi, strette di mano di prammatica e via. Ma il mito era nato (&#8230;) Si accenderanno ora ammirate le coscienze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo premio Nobel per la Pace venne assegnato, senza troppe cerimonie, nel 1901, dopo un incontro del Parlamento norvegese durato pochi minuti.<br />
I premiati, Jean Henry Dunant e Frederic Passy non erano presenti, niente discorsi, strette di mano di prammatica e via. Ma il mito era nato (&#8230;)</p>
<p>Si accenderanno ora ammirate le coscienze dei ragazzi, come quando i premi andarono a Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa, Aung San Suu Kyi, Albert Schweitzer, Tutu, Walesa, Sacharov? (&#8230;)<br />
Il Nobel per la Pace è, come tutti gli altri, un premio politico. Grandi scrittori come Borges, Simenon, Celine, Joyce, Fitzgerald, Ionesco, non hanno vinto perché le loro idee o lo stile personale non si confacevano all’idea di «letterato» cara alla giuria (&#8230;)</p>
<p>Che fare allora quando manca un vero profeta disarmato, come il pacifista tedesco Carl von Ossietzky, che nel 1936 ottenne il Nobel detenuto nelle carceri naziste, dove morirà due anni dopo, e Hitler si infuriò per la scelta al punto da proibire ai tedeschi di accettare nuovi premi? Meglio andare sui burocrati, Kofi Annan, el Baradei, perfino Sean Mac Bride, autore di un incongruo rapporto per nazionalizzare il giornalismo.</p>
<p>Nel 2013, in verità, una profetessa disarmata c’era, la sedicenne pakistana Malala Yousafzai, condannata a morte e ferita dai talebani perché crede al diritto – sancito dall’Onu – di ogni bambina a scuola ed educazione. È stata una settimana formidabile per le donne, l’economista Yellen a dirigere la Banca Centrale Usa, la Alice Munro Nobel per la letteratura, Malala poteva completare il «triplete» femminile. Ma il presidente del comitato Nobel, il compassato Thorbjørn Jagland, pur chiarendo «che certo, anche un bambino può vincere», ha deciso altrimenti.</p>
<p>&#8220;Nobel, cosa cambia se vince una sigla&#8221;, Gianni Riotta, <em>La Stampa</em>, 12 ottobre 2013 &#8211; <a href="http://www.lastampa.it/2013/10/12/cultura/opinioni/editoriali/nobel-cosa-cambia-se-vince-una-sigla-kUmnmR0r2eyYc3wC4hpigL/pagina.html" target="_blank">www.lastampa.it/2013/10/12/cultura/opinioni/editoriali/nobel-cosa-cambia-se-vince-una-sigla-kUmnmR0r2eyYc3wC4hpigL/pagina.html</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/11/malala-yousafzai.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2855" title="malala-yousafzai" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/11/malala-yousafzai.jpeg" alt="" width="408" height="329" /></a></p>
<p>Dopo il premio Nobel sfuggitole per pochi voti, la giovane attivista pachistana Malala Yousafzai ha ricevuto oggi il premio Sakharov per la libertà di pensiero, riconoscimento assegnato dall’Unione europea. Il premio le è stato consegnato dal presidente del parlamento europeo Martin Schultz a Strasburgo.</p>
<p>La sedicenne pachistana – scampata a un tentativo di omicidio da parte di militanti talebani, per essersi opposta al divieto di andare a scuola – ha rivolto agli europarlamentari un appello a dare «una penna e un libro» ai milioni di bambini cui è negato il diritto all’istruzione.</p>
<p>&#8220;Malala Yousafzai riceve il premio Sakharov per la libertà di pensiero&#8221;, <em>Europa, </em>20 novembre 2013 &#8211; <a href="http://www.europaquotidiano.it/2013/11/20/malala-yousafzai-riceve-il-premio-sakharov-per-la-liberta-di-pensiero/" target="_blank">www.europaquotidiano.it/2013/11/20/malala-yousafzai-riceve-il-premio-sakharov-per-la-liberta-di-pensiero/</a></p>
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		<title>Giornata mondiale dell&#8217;ambiente: Rossano Ercolini</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 08:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel]]></category>
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		<description><![CDATA[Il maestro ecologista premiato con il “Nobel” per l’ambiente Ha un’agenda fitta di impegni Rossano Ercolini, maestro elementare toscano di Capannori (Lucca), vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, prestigioso premio ambientale che non veniva assegnato a un italiano dal 1998. Insieme a lui, sono stati premiati  altri cinque attivisti internazionali provenienti dalla Colombia, dal Sudafrica, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><strong>Il maestro ecologista premiato con il “Nobel” per l’ambiente</strong></h6>
<p style="text-align: left;"><em><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/06/rossanoercolini.jpg"><img class="size-full wp-image-2662 aligncenter" title="rossanoercolini" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/06/rossanoercolini.jpg" alt="" width="385" height="250" /></a></em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em>Ha un’agenda fitta di impegni <strong>Rossano Ercolini</strong>, maestro elementare toscano di <strong>Capannori</strong> (Lucca), <strong>vincitore del <a href="http://www.goldmanprize.org/" target="_blank">Goldman Environmental Prize</a> 2013</strong>,  prestigioso premio ambientale che non veniva assegnato a un italiano  dal 1998. Insieme a lui, sono stati premiati  altri cinque attivisti  internazionali provenienti dalla Colombia, dal Sudafrica,  dall’Indonesia, dagli Usa e dall’Iraq. Il premio in denaro, <strong>150.000 dollari destinati al proseguimento delle attività</strong>,  rappresenta la più grande somma corrisposta per l’attivismo ambientale  di base. La Fondazione Goldman ha voluto premiare Rossano Ercolini,  poiché, come si legge nella motivazione del premio “quando sentì parlare  dei progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo comune, ritenne  di avere la responsabilità, come educatore, di proteggere il benessere  degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi  dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei  rifiuti domestici del paese”. Un passato nel movimento politico dei <strong>Verdi italiani, dai quali  tuttavia fu cacciato perché bollato come “eretico ed estremista</strong>”,  Rossano Ercolini ha dedicato gran parte della vita e della sua energia  alla ricerca di alternative possibili all’attuale sistema di gestione e  smaltimento dei rifiuti e oggi è presidente dell’associazione<strong> <a href="http://www.zerowasteeurope.eu/" target="_blank">Zero Waste Europe</a></strong>,  per la diffusione della strategia Rifiuti Zero, a cui oggi aderiscono  125 Comuni, tra cui anche Capannori. Nel frattempo, come  lui stesso  rivela a Greenews.info, <strong>l’8 maggio Rossano Ercolini è atteso dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.</strong></em></p>
<p><strong>D) Ercolini, come è nato il suo interesse per le tematiche ambientali e, in particolare, per la riduzione dei rifiuti? </strong></p>
<p>R) Un primo approccio c’è stato addirittura nel<strong> 1976</strong>, quando si voleva costruire una discarica in una frazione di Capannori, il mio comune. Allora <strong>facevo  il liceo scientifico e, siccome parlavo bene, mi scelsero per  rappresentare il comitato che si batteva per le alternative alla  discarica</strong>. In seguito ho continuato a occuparmi di  sostenibilità anche se sul tema dei rifiuti ho avuto modo di tornare con  forza a partire dal <strong>1994</strong>, quando feci parte di un  comitato che si batteva contro la costruzione di un inceneritore a  Pietrasanta, sempre in provincia di Lucca.</p>
<p><strong>D) Che esperienze ha avuto nei movimenti politici che si battono per l’ambiente ? </strong></p>
<p>R) Ho fatto parte del movimento politico dei Verdi dai quali, tuttavia, sono stato anche <strong>uno dei pochi a essere stato espulso</strong>,  nel 1997.  In precedenza mi ero candidato alla carica di consigliere  regionale, nel 1990, risultando il primo dei non eletti. In seguito alla  rinuncia di uno degli eletti, subentrai poi in Consiglio Regionale fino  al 1995. <strong>Ho quindi un passato all’interno dei Verdi che,  tuttavia, quando si sono, per così dire, istituzionalizzati, hanno  tradito le mie e le loro battaglie</strong>. Prima, infatti, quando  erano all’opposizione, i Verdi erano contrari agli inceneritori. Poi,  però, cambiarono completamente atteggiamento: una volta dentro la  maggioranza, infatti, in nome di un malinteso realismo, si sono  dichiarati invece favorevoli agli inceneritori, compreso quello di  Pietrasanta che io avevo avversato e che continuavo ad avversare facendo  parte del comitato contro l’inceneritore. Ero quindi diventato  improvvisamente un ribelle, accusato dagli stessi Verdi di essere troppo  estremista. Estraneo, anzi, contrario, alla linea ufficiale fui quindi  espulso e fondai la lista <strong>Ambiente e Futuro</strong> che, alla  prima sortita, ottenne un lusinghiero 3,7% diventando in seguito  importantissima per il centro sinistra toscano e dalla quale ho  continuato ad avversare gli inceneritori a Lucca e in Lucchesia.  Peraltro <strong>la Regione Toscana, che sembrava aver accettato la  nostra linea programmatica, cambiò poi i piani di indirizzo per i  rifiuti autorizzando, così, anche l’inceneritore di Pietrasanta,  tuttavia chiuso definitivamente nel 2008 per opera della magistratura.</strong></p>
<p><strong>D)  Guardando all’estero, ad esempio alla Germania, i Verdi sono stati  un’interessante novità trasversale, che ha coinvolto molti giovani: in  Italia, invece, ci può essere un futuro per l’ecologismo in politica?   E, in quest’ambito, come vede l’esperienza di Grillo e del Movimento 5  Stelle? </strong></p>
<p>R) I Verdi italiani sono crollati sotto le macerie dell’arrivismo politico. <strong>Eppure oggi, anche in Italia, è potenzialmente egemone il partito dello “Zero Waste”, cioè dello spreco zero</strong>.  Il nostro è il “partito” delle emissioni zero, della riduzione dei  costi e, soprattutto, dello spreco zero. La cultura della lotta agli  sprechi è trasversale e potenzialmente egemone. <strong>Grillo ne interpreta solo una parte.</strong> Una delle cinque stelle, infatti, è quella dell’ambiente. Noi ogni  tanto abbiamo collaborato con Grillo ma, come abbiamo già avuto modo di  dirgli, <strong>la sua iniziativa movimentista sta sconfinando nel populismo</strong>.  Credo che il consenso si costruisca dal basso, attorno a quest’idea di  fondo, lo spreco zero, a partire dalle comunità locali più vicine ai  cittadini ma non a tutti i costi, non con l’estremismo e neppure con il  pragmatismo senza valori, come hanno fatto i Verdi che, per questo, alla  fine sono politicamente morti. In nome del pragmatismo a tutti i costi  hanno sacrificato la loro scala di valori che li doveva far marciare  avanti. Non ci può essere un pragmatismo scisso dai valori.  I Verdi  sono stati opportunisti e certi soggetti hanno usato i Verdi per  lanciare la propria carriera politica, peraltro spesso scialba.  <strong>In  Europa la cultura ecologista è stata l’unica vera novità ma, specie in  Italia, quella che non è ancora cambiata è la cultura del potere</strong>.  Le condizioni per un movimento ecologista in Italia che guardi al  futuro ci sarebbero ancora, ma a patto che  si faccia una forte  autocritica sul passato.</p>
<p><strong>D) Lei è un insegnante: a scuola  ha avuto problemi per la sua attività ecologista o, invece, le sue  iniziative didattiche sui rifiuti sono state viste di buon occhio?</strong></p>
<p>R)  Se in politica, in nome del realismo, c’è chi ha svenduto i valori per  tentare di spiccare il volo politico, nella scuola, invece, ho sempre  trovato estrema collaborazione. Fin da quando, <strong>a Segromigno, andavo a scuola portandomi dietro, per le lezioni, i sacchi della spazzatura</strong>. L’educazione è costruttiva per natura e deve indicare la migliore soluzione. No ho mai avuto problemi con la scuola, anzi, <strong>sono stato incentivato nel corso degli anni anche con amministrazioni diverse</strong> avvicendatesi nel corso del tempo. Mi hanno sempre fatto i complimenti.</p>
<p><strong>D) Per la strategia rifiuti zero serve un deciso cambio di mentalità. Bisogna dunque partire dal basso?</strong></p>
<p>R) Serve indubbiamente un cambio di mentalità, ma non solo: <strong>bisogna pensare alla filiera dei rifiuti come ad un processo circolare, nel cassonetto ci può essere una miniera d’oro</strong>.  L’80% della strategia Rifiuti Zero si può fare con politiche di  raccolta differenziata, e in questo caso è fondamentale il ruolo dei  Comuni e della comunità, e a valle di questa. Il restante 20 % sta nella  responsabilità estesa del produttore. Abbiamo già lavorato molto con i  produttori locali, <strong>il nostro obiettivo per il 2013 sarà infatti quello di coinvolgere l’industria</strong>.  Indubbiamente il terreno più favorevole sono le comunità locali. Tutto è  nato dall’esperienza di Ambiente Futuro, così è nata la filiera che ci  ha permesso di andare avanti con le iniziative, tanto da essere stati i  primi a portare <strong>Paul Connett </strong>in Italia, nel 1996, insieme ad altri esperti di chiara fama internazionale, nell’ambito dell’iniziativa “<strong>Non bruciamoci il futuro</strong>”.  Da lì in avanti Connett è tornato spesso a trovarci e la nostra  collaborazione non si è più fermata. A Capannori, poi, il Comune a   “Rifiuti Zero”, dal 2007 siamo riusciti a creare una rete nazionale con  125 comuni aderenti, anche comuni della Campania che hanno avuto la ben  nota emergenza rifiuti. Hanno capito che per evitare che simili eventi  si ripetano, questa è la strada da percorrere. <strong>Oggi, grazie alla  nostra rete, siamo riusciti a bloccare in Italia 50 tra inceneritori,  pirogassificatori e anche certi impianti a biomasse che non davano  adeguate garanzie</strong>.</p>
<p><strong>D) E in Toscana? Com’è il rapporto con i decisori politici? Come si sta evolvendo la situazione?</strong></p>
<p>R) L’ 8 maggio ho un incontro a Firenze con il presidente della Regione Toscana <strong>Enrico Rossi.</strong> Ci vado indubbiamente con un’altra autorevolezza, dopo questo premio e  dopo i complimenti di Obama che ci ha ricevuti e ringraziati guardandoci  dritti negli occhi. Enrico Rossi mi riceverà, ufficialmente per farmi i  complimenti, ma credo che qualcosa si stia muovendo. La Toscana,  infatti, è prossima a rivedere la normativa sui rifiuti.  Siamo  disponibili a collaborare portando nelle leggi il nostro sapere e le   nostra esperienze. <strong>Vado a Firenze con l’investitura di Obama…</strong></p>
<p>&#8220;Rossano Ercolini: il maestro ecologista premiato con il “Nobel” per l’ambiente&#8221;, Andrea Marchetti, <a href="http://www.greenews.info" target="_blank">www.greenews.info</a>, 3 maggio 2013</p>
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