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	<title>tenera mente - onlus &#187; fanciullino</title>
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		<title>Il fanciullino III</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 15:04:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I fanciullini si riconosco «Ma è veramente in tutti il fanciullo musico? Che in qualcuno non sia, non vorrei credere: tanta a me parrebbe di lui la miseria e la solitudine. Egli non avrebbe dentro sé quel seno concavo da cui risonare le voci degli altri uomini; e nulla dell&#8217;anima sua giungerebbe all&#8217;anima dei suoi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="color: #993300;">I fanciullini si riconosco</span></h6>
<p><span style="color: #008000;"><strong><strong>«</strong>Ma è veramente in tutti il fanciullo musico? Che in qualcuno non sia, non vorrei credere: tanta a me parrebbe di lui la miseria e la solitudine. Egli non avrebbe dentro sé quel seno concavo da cui risonare le voci degli altri uomini; e nulla dell&#8217;anima sua giungerebbe all&#8217;anima dei suoi vicini. (&#8230;)<br />
Ma io non amo credere a tanta infelicità. In alcuni non pare che egli sia; alcuni non credono che sia in loro (&#8230;). Ma i segni della sua presenza e gli atti della sua vita sono semplici e umili. Egli è quello che ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l&#8217;ombra di fantasmi e il cielo di dei. Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione. Egli è quello che nella morte degli esseri amati esce a dire quel particolare puerile che ci fa sciogliere in lacrime, e ci salva. Egli è quello che nella gioia pazza pronunzia, senza pensarci, la parola grave che ci frena. (&#8230;) Egli ci fa perdere il tempo perché ora vuol vedere la cinciallegra che canta, ora vuol cogliere il fiore che odora, ora vuol toccare la selce che riluce.<br />
E ciarla intanto, senza chetarsi mai; e, senza lui, non solo non vedremmo tante cose a cui non badiamo per solito, ma non potremmo nemmeno pensarle e ridirle, perché egli è l&#8217;Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente. (&#8230;)<br />
C&#8217;è dunque chi non ha sentito mai nulla di tutto questo? Forse il fanciullo tace in voi, professore, perché avete troppo cipiglio, e  non lo udite, o banchiere, tra il vostro invisibile e assiduo conteggio. Fa il broncio in te, o contadino, che zappi e vanghi, e non ti puoi fermare a guardare un poco; dorme coi pugni chiusi in te, operaio, che devi stare chiuso tutto il giorno nell&#8217;officina piena di fracasso e senza sole.<br />
Ma in tutti è, voglio credere.<br />
Siano gli operai, i contadini, i banchieri, i professori in una chiesa a una funzione di festa; si trovino poveri e ricchi, gli esasperati e gli annoiati, in un teatro a una bella musica: ecco tutti i loro fanciullini alla finestra dell&#8217;anima, illuminati da un sorriso o aspersi d&#8217;una lagrima che brillano negli occhi de&#8217; loro ospiti inconsapevoli; eccoli i fanciullini che si riconoscono,  contemplando un ricordo e un sogno comune.<strong>»</strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;">da Giovanni Pascoli: <em>Pensieri e discorsi</em>, Bologna 1907</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Chi era tra il pubblico del teatro Palladium, a Roma, allo spettacolo &#8220;The suit&#8221;, sa cosa vuol dire che &#8220;i fanciullini si riconoscono&#8221;!</span></p>
<p><span style="color: #008000;">Vedi anche:</span></p>
<p><a title="Permanent Link to Il fanciullino II" rel="bookmark" href="http://www.tenera-mente-onlus.org/il-fanciullino-ii/">Il fanciullino II</a></p>
<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/il-fanciullino-1/" target="_self">Il fanciullino I</a></p>
<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/paolo-poli-alleliseo/" target="_self">Paolo Poli all’Eliseo</a></p>
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		<title>Il fanciullino II</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 09:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;amore del fanciullino per l&#8217;epica «Ma il garrulo monello o la vergine vocale erano dentro lui, invisibilmente. (&#8230;) E la sua fanciullezza parlava per ciò più di Achille che d&#8217;Elena, e s&#8217;intratteneva col Ciclope meglio che con Calipso. (…) Così codeste cose narrava al vecchio Omero il suo fanciullino, piuttosto che le bellezze della Tindaride [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="color: #993300;">L&#8217;amore del fanciullino per l&#8217;epica</span></h6>
<p><span style="color: #008000;"><strong>«</strong></span><strong><span style="color: #008000;">Ma il garrulo monello o la vergine vocale erano dentro lui, invisibilmente. (&#8230;) E la sua fanciullezza parlava per ciò più di Achille che d&#8217;Elena, e s&#8217;intratteneva col Ciclope meglio che con Calipso. (…) Così codeste cose narrava al vecchio Omero il suo fanciullino, piuttosto che le bellezze della Tindaride e le voluttà della dea della notte e della figlia del sole. E le narrava col suo proprio linguaggio infantile.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">(&#8230;) Ne parlava a lungo, con foga, dicendo i particolari l&#8217;un dopo l&#8217;altro e non tralasciandone uno, nemmeno, per esempio, che le schiappe da bruciare erano senza foglie. Ché tutto a lui pareva nuovo e bello (…). La parola &#8220;bello&#8221; e &#8220;grande&#8221; ricorreva a ogni momento nel suo novellare, e sempre egli incastrava nel discorso una nota in cui riconoscere la cosa. Diceva che le navi erano nere, che avevano dipinta la prora, che galleggiavano perché ben bilanciate, che avevano belli attrezzi, bei banchi; che il mare era di tanti colori, che si moveva sempre, che era salato, che era spumeggiante. I guerrieri? Portavano i capelli lunghi. I loro caschi? Avevano creste che si movevano al passo. Le loro aste? Facevano una lunga ombra. (&#8230;)</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Qualche volta riusciva sublime, ma senza farlo apposta: saltava qualche circostanza, per giungere a ciò che importava più e che era più sensibile. Un divino arciere tirava l&#8217;arco e per tutto si vedevano cataste accese per bruciare i morti. Il dio supremo mosse il sopracciglio e scosse i capelli, &#8220;e scrollò l&#8217;Olimpo che è così grande&#8221;. Sopra tutto, per far capire tutto il suo pensiero, in qualche fatto o spettacolo più nuovo e strano, s&#8217;ingegnava con paragoni tolti da ciò che esso e i suoi uditori avevano più sott&#8217;occhio o nell&#8217;orecchio. E in ciò teneva due modi contrari: ora ricordava un fatto piccolo per farne intendere uno grande, ora uno maggiore per farne vedere uno minore. Così rappresentava un mare agitato che con le grosse onde spumeggianti si getta contro la spiaggia, e strepita e tuona, per dar l&#8217;idea d&#8217;una moltitudine d&#8217;uomini che accorre in un luogo; e descriveva uno sciame di mosche intorno ai secchielli colmi di latte, per esprimere il confuso e vasto agglomerarsi d&#8217;un esercito di guerrieri.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Questo era il suo solo artifizio, se pure si può chiamare artifizio ciò ch&#8217;egli faceva così ingenuamente che spesso la cosa, mediante il suo paragone, riusciva più piccola, sebbene sempre paresse più chiara; come quando confrontava il fluido parlare di alcuni vecchi savi all&#8217;incessante frinire delle cicale, o la resistenza d&#8217;un grande eroe all&#8217;indifferenza d&#8217;un asino che seguita a empirsi d&#8217;erba nel prato donde i bimbi vogliono cacciarlo a suon di bastonate. No no: il fanciullino del cieco non tanto voleva farsi onore, quanto farsi capire: non esagerava; perché i fatti che raccontava, gli parevano già assai mirabili così come erano. Ed egli sapeva (&#8230;) che mirabili dovevano parere anche agli altri bambini come lui, che erano nell&#8217;anima di tutti i suoi uditori. I quali ora come allora lo ascoltano con maraviglia. E non sarebbe ragionevole, di cose che dopo trenta secoli non si credono più verosimili. Ma dopo pur trenta secoli gli uomini non nascono di trent&#8217;anni, e anche dopo i trent&#8217;anni restano per qualche parte fanciulli.</span><span style="color: #008000;"><strong>»</strong></span></strong></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;">da Giovanni Pascoli: <em>Pensieri e discorsi</em>, Bologna 1907<br />
</span></p>
<p><span style="color: #008000;">Vedi anche:</span></p>
<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/il-fanciullino-1/" target="_self">Il fanciullino I</a></p>
<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/paolo-poli-alleliseo/" target="_self">Paolo Poli all&#8217;Eliseo</a></p>
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		<title>Il fanciullino I</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:56:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le piccole guide di Omero (perché sono un fanciullino e una fanciulla) «È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, (&#8230;) ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="color: #993300;">Le piccole guide di Omero<span style="color: #993300;"> </span></span><span style="color: #993300;">(perché sono un fanciullino e una fanciulla)</span></h6>
<p><strong><span style="color: #008000;">«</span></strong><span style="color: #008000;"><strong>È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, (&#8230;) ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell&#8217;età giovanile forse così come nella più matura, perché in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell&#8217;angolo d&#8217;anima d&#8217;onde esso risuona. E anche, egli, l&#8217;invisibile fanciullo, si perita vicino al giovane più che accanto all&#8217;uomo fatto e al vecchio, ché più dissimile a sé vede quello che questi. Il giovane in vero di rado e fuggevolmente si trattiene col fanciullo; ché ne sdegna la conversazione, come chi si vergogni d&#8217;un passato ancor troppo recente. Ma l&#8217;uomo riposato ama parlare con lui e udirne il chiacchiericcio e rispondergli a tono e grave; e l&#8217;armonia di quelle voci è assai dolce ad ascoltare, come d&#8217;un usignuolo che gorgheggi presso un ruscello che mormora. </strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>O presso il vecchio grigio mare. Il mare è affaticato dall&#8217;ansia della vita, e si copre di bianche spume, e rantola sulla spiaggia. Ma tra un&#8217;ondata e l&#8217;altra suonano le note dell&#8217;usignuolo ora singultite come un lamento, ora spicciolate come un giubilo, ora punteggiate come una domanda. L&#8217;usignuolo è piccolo, e il mare è grande; e l&#8217;uno è giovane, e l&#8217;altro è vecchio. Vecchio è l&#8217;aedo, e giovane la sua ode. (&#8230;) Chi può immaginare, se non vecchio l&#8217;aedo e il bardo? (&#8230;)  L&#8217;aedo è l&#8217;uomo che ha veduto (oîde) e perciò sa, e anzi talvolta non vede più; è il veggente (aoidós) che fa apparire il suo canto. </strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Non l&#8217;età grave impedisce di udire la vocina del bimbo interiore, anzi invita forse e aiuta, mancando l&#8217;altro chiasso intorno, ad ascoltarla nella penombra dell&#8217;anima. E se gli occhi con cui si mira fuor di noi, non vedono più, ebbene il vecchio vede allora soltanto con quelli occhioni che son dentro di lui, e non ha avanti sé altro che la visione che ebbe da fanciullo e che hanno per solito tutti i fanciulli. E se uno avesse a dipingere Omero, lo dovrebbe figurare </strong><strong>vecchio e cieco, condotto per mano da un fanciullino, che parlasse sempre guardando torno torno. Da un fanciullino o da una fanciulla: dal dio o dall&#8217;iddia: dal dio che sementò nei precordi di Femio quelle tante canzoni, o dell&#8217;iddia cui si rivolge il cieco aedo di Achille e di Odisseo.</strong></span><strong><span style="color: #008000;">»</span></strong></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;">da Giovanni Pascoli: <em>Pensieri e discorsi</em>, Bologna 1907<br />
</span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;">Pascoli poeta del sentire infantile, dell&#8217;acutezza delle percezioni, della vicinanza al mondo degli animali e a quello delle piante e dei fiori; ma soprattutto poeta del lutto infantile: inascoltato, perdurante, centro di un&#8217;identità dolorosa.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;">Pascoli è ben più di quanto ci hanno insegnato a scuola: è un continente tutto da scoprire, e ringraziamo Paolo Poli che ci ha condotto a lui con affettuosa gaiezza. Iniziamo qui un percorso: suggerimenti di poesie da proporre ai bambini, ma anche poesie per gli adulti che vogliano riscoprire quelle percezioni, quella prossimità, quei dolori inascoltati che ancora appesantiscono l&#8217;anima.</span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;">Vedi anche:</span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"> </span></p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/paolo-poli-alleliseo/" target="_self">Paolo Poli all&#8217;Eliseo</a><strong><br />
</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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