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	<title>tenera mente - onlus &#187; bambino</title>
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		<title>Anniversario della nascita di Janusz Korczak 2013</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bambino]]></category>
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		<description><![CDATA[Diritti del bambino secondo Janusz Korczak Diritto alla morte Diritto alla sua vita presente Diritto a essere quello che è Diritto a esprimere ciò che pensa Diritto a prendere attivamente parte alle considerazioni e alle sentenze che lo riguardano Diritto al rispetto: • per la sua ignoranza • per la sua laboriosa ricerca della conoscenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/02-Korczak-bambinee-bambini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2696" title="Korczak bambine e bambini" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/02-Korczak-bambinee-bambini.jpg" alt="" width="437" height="237" /></a></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Diritti del bambino secondo Janusz Korczak </strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;">Diritto alla morte<br />
Diritto alla sua vita presente<br />
Diritto a essere quello che è<br />
Diritto a esprimere ciò che pensa<br />
Diritto a prendere attivamente parte alle considerazioni e alle sentenze che lo riguardano<br />
Diritto al rispetto:<br />
•	per la sua ignoranza<br />
•	per la sua laboriosa ricerca della conoscenza<br />
•	per le sue sconfitte e le sue lacrime<br />
•	per la sua proprietà<br />
•	per i colpi che gli riserva il duro lavoro della crescita<br />
•	per ogni suo minuto che passa, perché morirà e non tornerà più e un minuto ferito comincerà a sanguinare.<br />
Il bambino ha diritto di volere, di chiedere, di reclamare – ha il diritto di crescere e maturare e, giunto alla maturità, di dare i suoi frutti.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">da <em>Come amare il bambino</em>, Janusz Korczak, Luni Editrice, 1996</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/02-korczak-foto-di-gruppo-con-bambini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2698" title="Korczak foto di gruppo con bambini" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/02-korczak-foto-di-gruppo-con-bambini1.jpg" alt="" width="403" height="284" /></a></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Janusz Korczak: COLPEVOLE!</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;">Nell’orfanotrofio che Korczak diresse per trent’anni, furono creati un parlamento e un tribunale dei ragazzi, alle cui decisioni egli stesso si sottometteva.<br />
Nell’arco di sei mesi si trovò a dover rispondere davanti alla corte dei ragazzi a ben cinque imputazioni. Una volta perché, trascinato dalla collera, aveva dato uno schiaffo a un ragazzo che l’aveva gravemente provocato; Korczak si dichiarò colpevole, ammettendo che la gravità della provocazione non costituiva un’attenuante. Una seconda volta fu processato per aver espulso dal dormitorio un ragazzo turbolento, che non lasciava dormire i compagni; l’accusa era di aver agito di sua iniziativa invece di lasciar decidere ai ragazzi se preferivano dormire allontanando il disturbatore, oppure sopportare il disagio. Un’altra volta ancora fu processato e giudicato colpevole perché nel corso di un processo aveva mancato di rispetto a uno dei giudici-ragazzi. E una quarta volta per aver accusato di furto una ragazza, senza aspettare il verdetto della corte.<br />
La quinta volta, infine, Korczak aveva issato per gioco in cima a un albero una bimbetta e quando questa aveva iniziato a dar segni di paura, l’aveva presa in giro!</span></p>
<p><span style="color: #333399;">da “Una storia per il nostro tempo”, Bruno Bettelheim, in <em>La Vienna di Freud</em>, ed. Feltrinelli, 1990</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/03-korczak-e-musicanti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2699" title="Korczak e musicanti" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2013/07/03-korczak-e-musicanti.jpg" alt="" width="360" height="252" /></a><br />
</span></p>
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		<title>Lettera al bambino</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 11:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile signor bambino, le chiedo scusa se le do del lei, ma il lei per me è una questione di rispetto, e qui a rispettare i bambini pare siano rimasti in pochi. Vi usano, vi strattonano, vi spremono, vi viziano magari, ma sempre come se foste proprietà loro, degli adulti; penso alla vicenda di Padova [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signor bambino, le chiedo scusa se le do del lei, ma il lei per me è una questione di rispetto, e qui a rispettare i bambini pare siano rimasti in pochi. Vi usano, vi strattonano, vi spremono, vi viziano magari, ma sempre come se foste proprietà loro, degli adulti; penso alla vicenda di Padova dove tutti, genitori, nonni, giudici, poliziotti, opinionisti televisivi, sono convinti di aver agito per il suo bene, signor bambino, mentre invece le hanno fatto solo del male, appoggiandosi ai suoi sentimenti hanno giocato una partita di ripicche, precedenze, indignazioni, e l&#8217;hanno chiamata amore. Penso alla vicenda di Padova certo, ma non solo a quella, abbiamo costruito un mondo dove l&#8217;unica cosa all&#8217;altezza di bambino sono i tubi di scappamento, anch&#8217;io sono stato piccolo e ogni tanto ho il sospetto fondato di esserlo ancora, perciò la guardo dritto negli occhi, signor bambino, tutti adesso le dicono di dimenticare, io invece la scongiuro di ricordare. Mi creda nulla è irreparabile, neanche il trauma infantile più atroce, può diventare un ottimo alibi per diventare un adulto insicuro, possessivo e cinico, come tanti altri; oppure una grande occasione per essere un adulto diverso, un adulto che non dimentica il bambino che è stato e che in ogni bambino rispetta l&#8217;adulto che sarà.</p>
<p>Massimo Gramellini, &#8220;Che tempo che fa&#8221;, Rai 3, 15 ottobre 2012</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;">Per &#8220;Lettera al bambino&#8221; vai a 9 minuti e 45 secondi</span></p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="430" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5bjJdkVRHxA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Piermario Morosini: un bambino grande</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 13:16:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vita gli aveva regalato quasi niente. La morte si è presa tutto. A nemmeno 26 anni &#8211; li avrebbe compiuti il 5 luglio &#8211; Piermario Morosini aveva imparato a convivere con così tanto dolore che fa fatica anche a immaginarlo. A quattordici anni un brutto male aveva portato via suo padre Aldo, due anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-1.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1599" title="Morosini" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-1.jpeg" alt="" width="123" height="132" /></a><span style="color: #008080;">La vita gli aveva regalato quasi niente. La morte si è presa tutto. A nemmeno 26 anni &#8211; li avrebbe compiuti il 5 luglio &#8211; Piermario Morosini aveva imparato a convivere con così tanto dolore che fa fatica anche a immaginarlo. A quattordici anni un brutto male aveva portato via suo padre Aldo, due anni dopo la madre Camilla. Gli erano rimasti un fratello e una sorella più grandi, entrambi disabili gravi. Il primo si è suicidato pochi anni fa, la sorella è ricoverata da sempre in un istituto. C’era zia Miranda a occuparsi di lui, che oggi se fosse ancora viva avrebbe più di novant’anni. Eppure, con tutto questo dolore che avrebbe schiantato chiunque, Piermario Morosini si era aggrappato all’esistenza come pochi. «Spesso mi sono chiesto perché sia capitato tutto a me, ma non riesco mai a trovare una risposta e questo mi fa ancora più male. Però la vita va avanti», si era confidato sette anni fa con un amico giornalista del «Guerin Sportivo», l’anno in cui era passato dalla giovanile dell’Atalanta all’Udinese, l’anno in cui aveva iniziato a mettere le ali ai piedi.  I primi calci li aveva tirati sul campetto del Monterosso, a Bergamo dove ogni tanto tornava. Ma erano più le volte in cui Anna, Anna Vavassori, la sua fidanzata, volava a Livorno da lui con il cagnolino Whisky. <a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-1600" title="Morosini2" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-2.jpeg" alt="" width="138" height="87" /></a>Anna che su «Twitter» mette le foto dell’ultima gita all’Elba e un messaggio da ragazzina: «Magia complicità occhi luce felicità incontri futuro meraviglia splendido amore». Anna senza più futuro, che gioca a volley nel Valpala in serie C e che invece di essere a Paladina per la partita con il Bodio Lomnago corre in macchina fino a Pescara in ospedale. Dove finisce la carriera e la vita di quel mediano che galoppava come un matto e che aveva fatto accendere una lampadina ai talent scout dell’Atalanta. «Era un ragazzo intelligente, uno che aveva stoffa anche se sul suo volto c’era sempre un velo di tristezza», lo ricorda Mino Favini, il preparatore dei giovanissimi nerazzurri che lo ha seguito per anni.  Ma Piermario Morosini poteva permettersi di sbagliare niente. «Ci tengo a prendere il diploma di ragioniere, è tutto sulle mie spalle&#8230;», si era confidato con i pochissimi amici. Daniele Martinelli, che ha giocato con lui due anni nel Vicenza fino al 2009, al telefonino fa fatica a non piangere: «Sembra retorico ma era davvero un ragazzo d’oro. Sapevamo tutti delle tragedie della sua vita, ma non ne parlava mai». C’è chi si ricorda che dall’Atalanta se ne era andato presto, con tutto quello che gli era capitato nella vita non poteva permettersi di perdere troppo tempo. Eppure non c’è squadra dove abbia giocato anche per poco &#8211; dall’Udinese al Bologna, dal Vicenza alla Reggina, dal Padova al Livorno, la sua ultima maglia &#8211; dove Piermario Morosini non abbia lasciato un ricordo solare malgrado tutto.  (…) Lui era fatto così, sembrava sempre contento, e pare un paradosso con tutto quello che gli era capitato nella vita. Perché nella sua giovane esistenza lui immaginava che il meglio sarebbe dovuto ancora arrivare. E in quella intervista al «Guerin Sportivo» lo aveva pure detto, e si capisce che era una speranza di vita più che un sogno da calciatore: «All’Udinese vado senza troppe pretese, non posso pretendere di giocare subito, ma so che il tempo è dalla mia parte e che dando il massimo mi potrò togliere delle soddisfazioni». </span></p>
<p><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/04/images-4.jpeg"><img class="size-full wp-image-1626  alignleft" title="Morosini-4" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/04/images-4.jpeg" alt="" width="123" height="82" /></a><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images.jpeg"><img class="size-full wp-image-1602  alignleft" title="Morosini5" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images.jpeg" alt="" width="114" height="85" /></a><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-31.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1605" title="Morosini-3" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/06/images-31.jpeg" alt="" width="61" height="87" /></a><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/04/images-51.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1631" title="Morosini-5" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/04/images-51.jpeg" alt="" width="110" height="82" /></a><br />
<span style="color: #008080;"> </span><br />
<span style="color: #008080;"> </span><br />
<span style="color: #008080;"> </span><br />
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<span style="color: #008080;"> </span></p>
<p><span style="color: #008080;">“Morosini, una vita di tragedie.  Ma era sempre ottimista”, Fabio Poletti, <em>La Stampa</em>, 15 aprile 2012</span></p>
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