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	<title>tenera mente - onlus &#187; bambini adolescenti crisi garante nazionale infanzia</title>
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		<title>Investire nei bambini per superare la crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 16:43:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Crescere insieme ai bambini e agli adolescenti fa diventare grande l&#8217;Italia» è il messaggio della campagna lanciata dal Garante nazionale per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza Vincenzo Spadafora il 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale dedicata ai diritti dei più piccoli. Un messaggio che ribadisce con forza l&#8217;importanza dei temi che riguardano bambini e adolescenti e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«Crescere insieme ai bambini e agli adolescenti fa diventare grande l&#8217;Italia» è il messaggio della campagna lanciata dal Garante nazionale per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza Vincenzo Spadafora il 20 novembre, in occasione della Giornata  internazionale dedicata ai diritti dei più piccoli. Un messaggio che  ribadisce con forza l&#8217;importanza dei temi che riguardano bambini e  adolescenti e sottolinea la necessità stringente di porli al centro  dell&#8217;agenda politica. A Spadafora abbiamo chiesto quali sono i temi più  urgenti da affrontare dopo il suo primo anno di attività e quali le  strategie di intervento in un momento così critico come quello attuale.</p>
<p>La figura del Garante è stata istituita con la legge 12 luglio 2011 n. 112 e solo da pochi mesi ha un proprio regolamento, che disciplina  l&#8217;organizzazione dell&#8217;Ufficio dell&#8217;Authority, la sede e la gestione  delle spese. Il regolamento, adottato il 20 luglio scorso con decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri, è stato pubblicato sulla  Gazzetta ufficiale del 29 settembre. Il Garante nazionale per l&#8217;infanzia  e l&#8217;adolescenza ha compiti di grande rilevanza in tema di tutela dei  diritti e degli interessi di bambini e adolescenti e rappresenta un  importante punto di riferimento per i Garanti regionali. Ad oggi hanno  provveduto a istituire con legge propri Garanti locali o figure analoghe  le Province di Bolzano e di Trento e le seguenti regioni: Abruzzo,  Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,  Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna,  Toscana, Umbria, Veneto e Sicilia. I Garanti locali e le figure  analoghe, tuttavia, sono stati effettivamente nominati solo dalle  Province di Bolzano e di Trento e da 9 regioni: Abruzzo, Calabria,  Lazio, Liguria, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Toscana.</p>
<p><em>A distanza di un anno di attività, quali sono i temi prioritari da affrontare?</em></p>
<p>Povertà, degrado e dispersione scolastica. Su questi tre fronti ci  sono due Paesi, l&#8217;Italia che con grande difficoltà fa fatica, per colpa  dei tagli della spending review, ad assicurare buoni e adeguati standard  di qualità nei servizi per l&#8217;infanzia e un&#8217;altra Italia – le regioni  del Mezzogiorno – che rischia di rimanere terribilmente indietro. Questo  gap va colmato al più presto. Secondo alcune cifre se si suddivide il  debito italiano per i 560 mila bambini nati nel 2012 si scopre che ogni  bambino nato nel 2012 ha già un debito di 3,5 milioni di euro. Si tratta  di un fardello che “minaccia” le prestazioni sociali e azzera le  possibilità degli Enti locali di reperire risorse aggiuntive per  migliorare gli standard dei servizi per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza.  Basti pensare al fatto che, per raggiungere l&#8217;obiettivo di pareggio, lo  Stato ha già ridotto di 3,8 miliardi di euro i trasferimenti alle  Regioni. La spending review non può tagliare il futuro alle nuove  generazioni.</p>
<p><em>La campagna lanciata in occasione della Giornata internazionale  dei diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza richiama l&#8217;attenzione sulla  necessità di investire nei bambini e negli adolescenti per superare la  crisi in Italia. Come intervenire?</em></p>
<p>In Italia, troppo spesso, si agisce nell&#8217;emergenza. Un Paese che non  investe sulla formazione è destinato a un grave arretramento e  impoverimento culturale. I nostri ragazzi sono, al di là di ogni  retorica, le persone che guideranno il Paese tra una generazione. E noi  cosa facciamo? Per mettere in ordine i conti pubblici, quindi con  l&#8217;alibi della crisi, togliamo loro ogni possibilità di crescita.  Nulla  di più irresponsabile anche se una nota positiva va sottolineata e mi riferisco al lavoro del ministro della coesione territoriale Barca. Sono  stati sbloccati i fondi europei per le Regioni Obiettivo Convergenza  (Campania, Calabria, Sicilia, Puglia). Si tratta di risorse fondamentali  che costituiscono una vera e propria boccata d&#8217;ossigeno per queste  regioni.</p>
<p><em>Di recente la Camera ha approvato il disegno di legge che  riconosce ai figli naturali gli stessi diritti di quelli legittimi.  Alcune organizzazioni che si occupano di minori da un lato si sono  dichiarate molto soddisfatte per il superamento di ogni discriminazione  tra figli nati dentro e fuori dal matrimonio, dall&#8217;altro hanno espresso  le proprie perplessità su determinati punti del provvedimento, fra i  quali la modifica dell&#8217;articolo 251 del codice civile, che rende  possibile il riconoscimento dei figli nati da rapporti incestuosi. Cosa  pensa a riguardo?</em></p>
<p>Si tratta di un traguardo importante. È un provvedimento storico che  rimuove alcune discriminazioni esistenti nel nostro Paese in materia di  diritti civili. Il quadro sociale del nostro Paese è mutato nel corso  del tempo: oggi i figli naturali costituiscono il 20 per cento del  totale. Basti pensare alle coppie more uxorio e ai figli nati in tale  contesto. Al di là delle posizioni politiche i bambini vanno  salvaguardati sempre e comunque. Ci sono dei punti del provvedimento che  avrebbero meritato un ulteriore approfondimento come, ad esempio, il  passaggio di alcune competenze dal Tribunale dei minorenni al Tribunale  ordinario. Si tratta, infatti, di passaggi estranei all&#8217;oggetto del  disegno di legge. Il nuovo articolo 251 prevede la possibilità del  riconoscimento dei figli incestuosi, previa autorizzazione del giudice  che deve guardare prioritariamente all&#8217;interesse del figlio. Mi sembra  un buon compromesso ma credo che questo passaggio avrebbe meritato un  approfondimento se non altro per i risvolti etici e sociali che  comporta.</p>
<p><em>Il regolamento che disciplina l&#8217;organizzazione del suo Ufficio,  la sede e la gestione delle spese prevede un&#8217;importante novità:  l&#8217;istituzione della Consulta nazionale delle associazioni e delle  organizzazioni preposte alla promozione e alla tutela dei diritti  dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza. Qual è il ruolo della Consulta?</em></p>
<p>A 14 mesi dalla legge istitutiva che ha fatto nascere in Italia la  figura del Garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, prevista dalla  Convenzione Onu del 20 novembre 1989, è stata introdotta la novità della  Consulta delle associazioni. Si tratta di uno strumento cruciale. È  importante lavorare in rete. La Consulta si riunisce almeno due volte  l&#8217;anno e con le associazioni ci confronteremo per individuare, in rete  appunto, soluzioni e modelli da proporre sul tavolo delle istituzioni,  Governo e Parlamento.</p>
<p><em>Quali sono le prossime iniziative dell&#8217;Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza?</em></p>
<p style="text-align: left;">A febbraio un tour nelle periferie degradate delle nostre città. Un  minore su quattro vive nelle periferie sempre più estese delle grandi  città, dove le istituzioni sono spesso incapaci di offrire strutture,  opportunità e servizi adeguati. Le periferie metropolitane chiedono  nuovi servizi come centri di aggregazione per i nostri adolescenti e  asili nido anche per promuovere il diritto alla maternità delle donne  lavoratrici. La periferia, troppo spesso, diventa luogo di esclusione  sociale per i nostri ragazzi. Basti pensare al fenomeno della  dispersione scolastica che tocca livelli record in Campania, dove uno  studente su 4 non conclude il ciclo di studi. Laddove non c&#8217;è formazione  e attenzione alla crescita dei ragazzi, c&#8217;è un maggiore rischio di  devianza dei minori. Non solo, 314 mila, tra bambini e adolescenti, sono  “disconnessi” dal mondo, ovvero non sono mai andati al cinema, non  hanno mai aperto un libro, né usato un pc, navigato su internet o fatto  uno sport. Mi recherò personalmente nei quartieri più degradati delle  nostre città per toccare con mano il disagio dei nostri ragazzi e, di  riflesso, poter individuare delle risposte da porre all&#8217;attenzione del  Parlamento nella prossima legislatura.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Investire nei bambini per superare la crisi, intervista al Garante per l&#8217;infanzia&#8221;, Barbara Guastella, http://www.minori.it</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/12/bimbiok.jpg"><img class="size-full wp-image-2234 aligncenter" title="bimbi" src="http://www.tenera-mente-onlus.org/wp-content/uploads/2012/12/bimbiok.jpg" alt="" width="185" height="188" /></a></p>
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